Vi siamo mancate?

Domenica 01 Ottobre u.s. , primo giorno del mese della prevenzione in rosa, in un pomeriggio uggioso le tante voci dei relatori e degli uditori hanno illuminato, con l'umanità, la conoscenza, la professionalità, la passione e l'esperienza, la giornata al Sacro Monte di Varallo. Una partecipazione profonda che è stata favorita dalla bellezza mozzafiato della Cappella del Sacro Sepolcro, con la profondità del messaggio veicolato dalla immagini dipinte e dalla statua del Cristo deposto ha amplificato il pathos e la meditazione sulle parole dette. Un grande grazie a Padre Giuliano Temporelli, rettore del Sacro Monte di Varallo, per averci regalato questa magnifica opportunità.

Stecchi che la letto la sua poesia Blu Cobalto dedicata al percorso di malattia di Elena. Conoscersi e collaborare sul territorio è stato certamente un valore aggiunto che ha favorito complicità e sinergie che hanno attivato discussioni e pensieri da condividere insieme. Ringraziamo con il cuore il poco, ma buono, pubblico che ci ha ascoltate, sappiamo quanto sia difficile impegnare la domenica pomeriggio al chiuso quando l'autunno è ricco di iniziative e profuma di funghi e castagne; ancor più sappiamo quanto sia arduo aver voglia di impegnarsi ad affrontare la complessa e dolorosa tematica della "malattia".
Dal racconto personale di Elena, con un filo conduttore a fitti rimandi, si è passati a parlare di prevenzione e dell'importanza del supporto psicologico e spirituale. Tante le voci e gli approcci ma i concetti comuni emersi in trasversale si possono raccontare in poche significative parole: responsabilità, individuale e collettiva, ci dimentichiamo troppo spesso che tutto
dipende da noi, la scelta di "come" vivere la vita è frutto della nostra responsabilità, che ricade anche sulla comunità; condivisione, non siamo soli è importante condividere senza timori e non aver vergogna a chiedere aiuto, così come è fondamentale aiutare gli altri ed esserci perchè è un dono che facciamo anche a noi stessi; coraggio, di dire la verità, di diffondere le informazioni corrette, di non essere giudicati, di ammettere di aver paura e bisogno di supporto; positività, ricordarsi sempre che le energie, positive e negative, che mettiamo in circolo si ripercuotono su noi e sugli altri e hanno delle conseguenze; conoscenza, informazione, approfondimento, comprensione, queste sono le chiavi per affrontare la nostra vita al meglio.
Vorrei sottolineare, riprendendo l'intervento della psicologa Laura Pochetti, l'importanza della scrittura nel processo di autolettura di noi stessi e quale strumento per affrontare al meglio la nostra vita. Per me, che adoro scrivere, è davvero un processo di maieutica, di catarsi e di piano progettuale quotidiano che consiglio vivamente. Da archeologa, quale sono anche nel Dna, è fondamentale analizzare nel dettaglio gli strati di vita e metterli in ordine in una matrice, che può avere tante forme, poesia, racconto, schema di progetto, etc, ma ciò che conta è avere gettato su carta emozioni e pensieri per ordinarli, comprenderli, archiviarli o per affinare la determinazione degli obiettivi. Non è sempre facile ma nel tempo aiuta ad affrontare dubbi, domande, paure, errori ma anche gioie.
La paura è parte di noi, inutile nascondersi dietro ad un vetro, prenderne coscienza e saperla affrontare, può aiutarci a canalizzarla in sostegno al nostro cammino, non è per nulla facile ma condividere aiuta molto a comprendere, così come sapere che non siamo soli: se ne parliamo ad alta voce, apertamente, già ci sembra meno oscura.
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