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23/11/16

La favolosa vita di Monsieur Ilhamy le Pacha - V puntata

Spleen


Con l’avanzare dell’età scelse di ritirarsi a vita privata, lontano dalla mondanità, nel dorato isolamento dei suoi appartamenti personali di Baia dei Fiori, assistito soltanto da due fedelissimi uomini di compagnia, che gli rimasero accanto sino alla morte.

Si lasciò morire di tedio ed inedia, era stanco di vivere e nel 1992, alla veneranda età di 95 anni, si spense…

Venne tumulato al famoso cimitero di Cimiez, sulla collina che domina la baia di Nizza, il cuore originario dell’insediamento dei celto liguri. Il suo monumento funebre è un imponente blocco di marmo bianco lucente finemente scolpito, se volete andare a fagli una visitina lo troverete in compagnia di altri nomi eccellenti, ad esempio il pittore Matisse.

Cosa fu della villa e della sua fortuna?
Venduta, smembrata e dispersa.
Una parte della sua eredità fu donata per suo volere alla Croce Rossa monegasca, francese e turca.  

Fine.




Barbara

Storia Narrata da Elena, Giorgio ed Annalisa Macchiorlatti
Scritta da Barbara Saccagno
Con il contributo dei testi: The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

Immagini Giorgio Macchiorlatti Facebook
Immagini My Flick Albums  (Barbara Saccagno)
The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

25/10/16

La favolosa vita di Monsieur Ilhamy le Pacha - IV puntata

La Dolce Vita 



Il Pasha Ilhamy Hussein era ritratto perfetto del grande uomo du fin de siécle,  un vero gentiluomo d’altri tempi amato e stimato da tutti per la sua cultura, semplicità e generosità. Era una persona squisita, ammirata per il suo carattere cortese e brillante, nonché per la sua grande ricchezza ed eleganza.

Nella sua sfarzosa villa di Saint Jean Cap Ferrat dava feste faraoniche e riceveva con piacere personalità del mondo dorato dello spettacolo, reali e dignitari, non era inusuale incontrarvi la Principessa Grace, o BarbaraHutton (che fece impazzire il personale quando vi soggiornò una settimana), o la madre dell’Aga Khan (che costruì il mito della Sardegna Vip), gli attori e i cantanti più famosi del momento, Massimo Ranieri, Peppino di Capri, finanzieri, artisti… (non possiamo citare l’elenco completo, ma possiamo dire che da qui vi passarono praticamente tutti).

Fu anche un uomo di grande generosità, salvò dalle disgrazie molti giovani nobili spiantati, donava ingenti somme ad enti benefici ed assistenziali e regalava gioielli o denaro alle persone che incontravano il suo gusto e che gli suscitavano simpatia.

Forse, per onorare le sue origini e per il ricordo della madre, decise di donare una parte della sua collezione di tabacchiere, oggettini in oro massiccio, argento, diamanti e pietre preziose, al celeberrimo Museo delTopkapi, l’ex residenza reale ottomana. Le tabacchiere erano destinate ad una delle più importanti sale del museo, nella Sala del Tesoro dove sono custoditi, insieme ai gioielli reali, anche i doni ricevuti da Sovrani e Capi di Stato.

Fine IV puntata, to be continued...












                                                                                                                                    Barbara

Storia Narrata da Elena, Giorgio ed Annalisa Macchiorlatti
Scritta da Barbara Saccagno
Con il contributo dei testi: The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

Immagini Giorgio Macchiorlatti Facebook
Immagini My Flick Albums  (Barbara Saccagno)
The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

28/09/16

La favolosa vita di Monsieur Ilhamy le Pacha - III puntata




Divenuto vedovo ed in ristrettezze economiche invece di deprimersi scelse di vivere in mezzo al lusso della Costa Azzurra, scegliendo di trasferirsi nello storico e lussuosissimo

Ma i soldi erano pur necessari e, così, quando alla fine degli anni ‘50 conobbe l’ereditiera americana Mrs Harkness colse al balzo l’occasione, a lui serviva rimpinguare le casse e lei desiderava ardentemente potersi fregiare di un titolo nobiliare, per essere sepolta da Principessa per un vezzo da ricca sfondata.

Et voilà, siglarono un bell’accordo matrimoniale: lei riceveva in dono il titolo e lui poteva amministrare i beni e le finanze di lei in America, a patto che, ad una eventuale morte prematura della Signora Hussein, lui potesse godere dei frutti guadagnati dall’amministrazione oculata dei suoi beni ma la dote originaria doveva ritornare alla famiglia Harkness.

A prima vista sembra un patto sfavorevole al Pascià ma la sua straordinaria capacità di fare affari giocando in borsa lo fece diventare nuovamente ricco sfondato nel giro di breve tempo.
Quale regalo di matrimonio ottenne la sua rivincita: la moglie gli regalò proprio Villa Silvya, che nel frattempo aveva cambiato proprietario, apparteneva dal 1935 al magnate americano Mr Macomber della compagnia petrolifera Standard Oil,  e nome, era diventata Baia dei Fiori.

La fortuna era tornata a girare per il verso giusto.

I due coniugi, entrambi appassionati d’arte e d’antiquariato, abbellirono ulteriormente la splendida Baia dei Fiori arredandola con un gusto vicino all’eccesso barocco e rococò.
Acquistarono mobili antichi, dal XV al XVIII secolo, oggetti unici provenienti dall’Europa, dalla lontana Cina, dagli Stati Uniti, quadri, moderni ed antichi, broccati ed arazzi, un patrimonio che  valeva una fortuna quasi incalcolabile.

La villa con i suoi marmi ricercati e lo splendido scalone d’ingresso era un vero e proprio museo.

Si circondarono anche della servitù necessaria a gestire Baia dei Fiori, un esercito, più il personale dedicato alla sua amata “barca”.

Mrs Harkness, ops la Principessa Harkness Hussein,  morì pochi anni dopo, e Ilhamy grazie al suo fiuto e alla sua sfacciata fortuna in affari ritornò ad essere single, non si risposò più, senza eredi diretti e padrone di un immenso patrimonio che amministrava personalmente, ogni due giorni si recava a Monaco a gestire i suoi affari.

Il Pascià aveva anche il vizio del gioco, noblesse oblige, era di casa al Casinòdi Sanremo dove giocava fortune ai tavoli dello Chemin de Fer e alla Roulette, a volte perdeva clamorosamente altre guadagnava cifre da capogiro.


Fine  terza puntata, to be continued...












                                                                                                                                  Barbara


Storia Narrata da Elena, Giorgio ed Annalisa Macchiorlatti
Scritta da Barbara Saccagno
Con il contributo dei testi: The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

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The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
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19/07/16

La favolosa vita di Monsieur Ilhamy le Pacha - II puntata

Jeunesse dorée 





Negli anni ’20 il giovane Ilhamy sposò la principessa egiziana HRH Chivekiar, discendente dal famoso Mehemet Ali vice re d'Egitto ritenuto il fondatore dell’Egitto Moderno 
 .
I novelli sposi durante il loro viaggio di nozze si fermarono anche sulla Costa Azzurra, dove dal loro nido d’amore potevano osservare una splendida villa in stile italiano che si affacciava sul mare di Saint Jean Cap Ferrat: se ne innamorarono subito.

Hussein avrebbe voluto farne dono alla moglie e cercò in segreto di intavolare le trattative d’acquisto con i proprietari di villa Silvya, nome della prima figlia dell’artista americano Ralph W. Curtis.

Curtis aveva fatto costruire nel 1902 questa piccola magione di 2500 m2, con l’aiuto del famoso architetto Peto, perchè si era innamorato di questo meraviglioso angolo di paradiso che si affacciava sulla splendida baia di Villefranche Sur Mer; così acquistò il terreno (una superficie a giardino di circa 26.600 m2) e iniziò a progettare la sua villa, incastonata fra la proprietà di una delle residenze di vacanza del Re del Belgio, Leopoldo II, e la Fondazione dei Baroni Ehprussi Rothschild.

Il risultato fu straordinario: una splendida villa di 4 piani che illuminava la baia con il candore delle sue architetture e con il suo particolarissimo tetto di tegole verdi smaltate di ispirazione marocchina ed andalusa.

Ma questa volta la fortuna non fu dalla parte di Hussein, bisogna saper perdere, non sempre si può vincere, cantavano i The Rockers; la signora Curtis, la proprietaria, rifiutò ben 4 proposte e lasciò a bocca asciutta il giovane sposo.

Dopo la Luna di Miele la coppia si trasferì al Cairo, dove iniziò a frequentare la corte di re Farouk II, l’ultimo re d’Egitto, detronizzato e costretto all’esilio perpetuo, prima in Italia e poi in Francia.
Fu proprio Farouk II a conferire ad Hussein il titolo di Pascià.

La famiglia Hussein visse in un sontuoso palazzo riccamente arredato, dove Ilhamy iniziò a dar sfogo alla sua passione per la raffinata eleganza dei mobili antichi, per l’arte, antica e contemporanea e per gli oggetti di alto artigianato artistico. L’amore per il collezionismo lo accompagnerà per tutto il corso della sua lunga vita.  
A causa del colpo di stato dei generali Naguib (primo presidente della Repubblica d’Egitto per lo spazio di un anno) e Nasser (il secondo presidente) , avvenuto nel 1952 che costrinse il re e la sua corte ad andarsene, anche Hussein fu  costretto a fuggire frettolosamente dall’Egitto abbandonando tutti i suoi averi.


A questo punto pare che la fortuna gli abbia voltato la faccia, ma non tutto il male viene per nuocere dice saggiamente il proverbio.

Fine seconda puntata, to be continued...








                                                                                                                                Barbara

Storia Narrata da Elena, Giorgio ed Annalisa Macchiorlatti
Scritta da Barbara Saccagno
Con il contributo dei testi: The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
Collections de son Excellence Ilhamy Hussein Pacha, Vente à la Ville Baia dei Fiori, catalogo d’asta, A. J. Tajan, foto di P. Sebert, Nizza, 1993

Immagini Giorgio Macchiorlatti Facebook
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The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
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23/06/16

La favolosa vita di Monsieur Ilhamy le Pacha - I Puntata


Pascià Hussein allo Sporting di Montecarlo

Cari amici abbiamo deciso di raccontarvi la storia del Pascià Hussein, dove lavorava il papà di Elena e appare nel libro fra i momenti dedicati ai ricordi di famiglia.

Una storia da settimana Incom, un feuilleton   di altri tempi, non lontano da noi ma che sembrano lontano anni luce, che sappiamo intrigante e piena di curiosità.

Tanti sono gli addetti che Giorgio, papà di Elena, Elena e sua mamma possono raccontare sul Pascià e la sua favolosa vita da Nababbo...

Noi qui racconteremo la storiografia ufficiale, poi... chissà...


Gli albori di una vita da pascià

La vita di Pasha Ilhamy Hussein sembra una favola d’altri tempi scritta da un romanziere amante dell’esotico, invece è la pura realtà, un perfetto  servizio per la mitica Settimana Incom, dove si raccontavano, accompagnate dalle immagini in bianco e nero, le storie da sogno della Dolce Vita di Star e starlette e di  illustri personaggi di famiglie aristocratiche che animavano la movida del secolo scorso, oggi ormai cadute nel dimenticatoio.

Hussein fu uno degli ultimi a potersi fregiare del titolo onorifico di pashà (in Turchia non venne più concesso dal 1934, in Egitto dal 1953) , che nell’Impero ottomano (Turchia) spettava di diritto ai figli del sovrano (che si fregiava, invece,  del titolo di pādishā′h) e poteva venir conferito anche ad alti dignitari, di rango civile o militare.

Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’inizio.

Come si può facilmente intuire dal titolo onorifico, Hussein apparteneva alla nobiltà di alto lignaggio della corte ottomana.

Sua  madre era discendente di una delle più grandi famiglie nobiliari di origine caucasica, apparteneva alla fiera e combattiva etnia Adyga (vero nome dell’etnia) Tcherkesses. I circessien erano originari del Caucaso del Nord, della “Montagne de la Flamme Eternelle”,  un territorio di frontiera fra l’Asia ed Europa che faceva gola alla Grande Russia; proprio per evitare che la figlia fosse coinvolta nel dramma dell’avanzata russa (la guerra del 1877-1878 vinta dai russi e terminata con il trattato di Santo Stefano che vide l’annessione del territorio all’Impero dei Romanov) il padre l’affidò direttamente alle cure del sultano Abdul Amid II alla corte di Instabul, che viveva nel mitico palazzo del Topkapi.

Qui fu data in sposa al  fratello del Sovrano, il principe Nurettin, la loro unione non fu molto fortunata, rimase presto vedova senza figli. 
La giovane donna si risposò poi con il padre del futuro Pascià Hussein.
Il padre, sposato in seconde nozze, era il Pascià HapezHussein, gran Visir della corte Ottomana.  I novelli sposi ricevettero quale dono di nozze dal Sultano, ex cognato della sposa, un magnifico palazzo nel quartiere residenziale di lusso di Istanbul, dove nel 1897 nacque il piccolo Ilhamy.
Il piccino crebbe in un mondo dorato, d’altronde il detto vivere da pascià non è nato per caso.

Naturalmente ricevette un’educazione internazionale degna del suo rango, fu educato in francese, a quel tempo lingua del potere e della cultura, al liceo imperiale Galatasaray (oggi noto ai più per la squadra di calcio), uno dei più antichi e prestigiosi licei turchi, era la ScuolaImperiale del Palazzo di Galata (quartiere di Galata appunto è la traduzione), fondata nel 1481 dal Sultano Bayezid II per formare i quadri dell’amministrazione Ottomana.
Terminati gli studi superiori s’iscrisse all’Università diVienna, una delle più antiche dell’Europa dell’Est, frequentando i corsi di economia e finanza.

Finito il percorso accademico ritornò ad Istanbul mettendo a frutto la sua cultura finanziaria e la sua conoscenza delle lingue ottenendo subito il prestigioso incarico di direttore della famosa Deutsche Bank Orient. 

Fine prima puntata, to be continued...






                                                                                                                               Barbara

Storia Narrata da Elena, Giorgio ed Annalisa Macchiorlatti
Scritta da Barbara Saccagno
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The Residence of H. E. Ilhamy Hussein Pacha, The Palace Baia dei Fiori, aa.vv. A. Cane, A. J. Tajan, T Curtis Steinert. Stampato dagli eredi di Hussein 1993
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